I Cammini: itinerari di grandi Santi e antiche vie di comunicazione

I Cammini sono sentieri dello spirito che ripercorrono le vie seguite da grandi santi durante i loro viaggi in Abruzzo o che uniscono luoghi appartati scelti nei secoli scorsi dagli eremiti.

 

Il progetto ne propone tre, da fare a piedi, a cavallo o in bici all'affascinante scoperta di una parte dell'Abruzzo interno che offre luoghi inaspettati di grande bellezza, dove s'incontra gente cordiale e ospitale e si possono fare anche esperienze gastronomiche davvero uniche.

 

In alcuni tratti coincidono con le piste dei tratturi, che erano grandi vie di comunicazione non solo per le greggi, ma per lo più seguono tracciati dimenticati che uniscono centri abitati un tempo fiorenti ed ora appartati e con pochi abitanti e che per questo meglio conservano i segni della loro nobile antichissima storia e la genuinità di preziose tradizioni

Da sinistra: stemma dell'Ordine dei Celestini, Tau simbolo di san Francesco, immagine medievale di un pellegrino


Un Cammino segue le orme di Pietro Angeleri che dal suo eremo sul Morrone si recò fino a L'Aquila, scortato da Carlo d'Angiò e Carlo Martello, per essere proclamato papa col nome di Celestino V. Il tracciato, col nome di Cammino del Perdono, è stato ricostruito e da anni viene percorso dall'associazione Panta Rei dell'Aquila.

 

 Un altro segue i percorsi che fece Francesco d'Assisi dall'Umbria all'Abruzzo, sicuramente almeno due volte e per lunghi periodi, lasciando segni tangibili della sua venerata presenza. Nel 1216 Francesco attraversò tutta la regione per recarsi a chiedere il perdono angelico presso la grotta consacrata all'Arcangelo Gabriele nel Gargano. Il tratto proposto segue l'itinerario di Di qui passò Francesco ricostruito da Angela Serracchioli.

 
 Il terzo Cammino è la via che seguivano viandanti e pellegrini con soste presso eremi e conventi, ma che percorsero anche gli eserciti lungo il corso del fume Liri nella Valle Roveto. È questo un itinerario antico che collega la regione centrale dell'Abruzzo che era occupata dalle acque del Fucino con Napoli, in alternativa all'altra frequentatissima via ancora più centrale che aveva il nome di Via degli Abruzzi.