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Tratturo Celano-Foggia

Fino a Sulmona per il tratturo regio che nasceva sulle sponde del Lago Fucino

L'ITINERARIO IN BREVE

Difficoltà MEDIA | Tempo di percorrenza A PIEDI 3 GIORNI - A CAVALLO 2 GIORNI - IN BICI 2 GIORNI | Distanza KM 45.9

 

Inizierete il viaggio sul tratturo, che da Celano va in Puglia, ai margini settentrionali del Fucino, sotto l’imponente castello dei Conti che una volta sorvegliava il lago ed ora guarda il più grande orto d’Italia.
Dalle immagini aeree si riconosce perfettamente la striscia di larghezza uniforme del largo tratturo che, in corrispondenza di Aielli e Cerchio, inizia a salire verso Collarmele. Da questo punto in poi potrete ammirare sempre meglio la vastità della conca coltivata che talvolta, coperta da nebbie basse, sembra magicamente rioccupata dalle acque lago. Raggiunte in alto le ultime case di Collarmele, resterete folgorati dalle magnifiche maioliche che, con i segni araldici delle potenti casate di un tempo, decorano la facciata della chiesa di S. Maria delle Grazie. Poi, dal valico di Forca Caruso, passaggio temuto per le frequenti bufere ed oggi prezioso produttore di energia, scenderete a Goriano Sicoli in una delle valli più intime d’Abruzzo e tra i vigneti della Valle Peligna, dopo avere attraversato Raiano e lambito Pratola. Infine arriverete alle porte della nobile Sulmona dove s’interrompe il vostro viaggio sul tratturo che prosegue fino a Foggia cavalcando l’Appennino.

LE TAPPE E IL PROGRAMMA DEL VIAGGIO

 

Il Regio Tratturo Celano-Foggia, con i suoi 208 km, è il terzo più lungo tra i cinque regi tratturi, dopo il tratturo Magno (L’Aquila-Foggia, 244 km) e il Pescasseroli-Candela (221 km) ed è la via della transumanza più interna delle cinque.
Il percorso inizia a Celano, nella Marsica, in località Pratovecchio. Raggiunto il Tavoliere delle Puglie, termina a Foggia presso il monumento Epitaffio, attraversando vallate e altopiani in direzione sud-est e tenendosi quasi sempre sul versante adriatico dello spartiacque appenninico.
Il tracciato qui proposto si conclude a Sulmona, nei pressi della bellissima Porta Romana. Per rendere più comodo e piacevole per tutti il viaggio a piedi, in bici e a cavallo, si è scelto di non seguire sempre il tragitto originale che nel tempo, come tutti i tratturi, è stato violato e reintegrato più volte ma, perduta la sua funzione, ha subito modifiche e spesso è stato occupato divenendo area di espansione industriale ed edilizia. Pertanto, nella definizione del percorso, anziché toccare luoghi poco interessanti dal punto di vista turistico, si è ritenuto opportuno valorizzare tratti più significativi dal punto di vista culturale e naturalistico.