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Cammino di Celestino V

Nelle valli che Pietro l'eremita percorse per andare a ricevere la nomina papale

L'ITINERARIO IN BREVE

Difficoltà MEDIA | Tempo di percorrenza A PIEDI 5 GIORNI - IN BICI 3 GIORNI | Distanza KM 80,3

 

Percorrerete lo stesso tragitto del corteo regale che, nel 1294, scortò il monaco eremita Pietro Angeleri dal suo rifugio sul monte Morrone, nelle vicinanze di Sulmona, fino all'Aquila dove sarebbe stato incoronato papa col nome di Celestino V.
Dalla Valle Peligna entrerete nella Valle Subequana e da qui risalirete il corso del fiume Aterno, incontrando campi punteggiati da casolari, vigneti, borghi medievali, eremi, resti archeologici e bellezze naturali: paesaggi che per molti tratti penserete immutati da quando Pietro vi passò in sella ad un asino, scortato dal re di Napoli Carlo II d'Angiò e da suo figlio Carlo Martello. 
Sulmona e L’Aquila, ai due estremi del percorso, ospitano alcuni dei luoghi celestiniani più significativi: l’abbazia di Santo Spirito e l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, nei pressi di Sulmona; la basilica di Santa Maria di Collemaggio e la cappella della Madonna degli Angeli, nel Palazzo Margherita, dove è conservata la Bolla della Perdonanza, a L’Aquila.

LE TAPPE E IL PROGRAMMA DEL VIAGGIO

 

Il percorso parte dalla cattedrale di San Panfilo di Sulmona che si può raggiungere percorrendo il centrale corso Ovidio, in direzione della piazza Carlo Tresca, dove ha origine il largo viale della Villa Comunale, al termine del quale si trova la cattedrale. Dopo un doveroso prologo nei dintorni di Sulmona nei luoghi dove Pietro da Morrone visse e l'Ordine Celestiniano ebbe la sua sede madre, il tragitto lascia la Conca Peligna per entrare nella Valle Subequana e da qui risalire la Valle dell'Aterno fino a L'Aquila. Si toccano paesi d'origine italica, fiorenti in epoca romana e medievale di cui conservano molte testimonianze architettoniche e artistiche in un paesaggio dall'immutato fascino dell'antico. Il percorso va spesso su strade e ponti antichi, gli stessi calpestati dagli zoccoli dell'asino cavalcato da Celestino.