Tratturi e transumanza

Uno dei temi del progetto è la ri-valorizzazione di tre importanti tratturi e della cultura plasmata dalla pratica della transumanza nel corso dei secoli.

 

I tratturi sono le vie erbose percorse da greggi di ovini e mandrie di bovini e equini nei loro spostamenti periodici per raggiungere  i pascoli invernali in regioni più miti.

E la transumanza è appunto lo spostamento di pastori, greggi o mandrie su tali percorsi. La transumanza prende il nome di monticazione se avviene in senso verticale, dai pascoli alti montani a quelli delle colline o pianure sottostanti e viceversa. Questa pratica era tipica di allevatori che non potevano permettersi di organizzare lunghi viaggi e permanenze lontane dai luoghi di residenza. 

 

In Italia la transumanza risulta praticata già in epoca protostorica, l'esercitavano sicuramente le popolazioni italiche e i romani la svilupparono grandemente. Sembra che le guerre sannitiche fossero state scatenate per il controllo dei tratturi e dei pascoli. Fatto è che i tratturi fin dai tempi dei Romani appartengono al demanio pubblico e lo spostamento delle greggi, in particolare, è sempre stata un'attività di grande rilevanza economica e, quindi, anche fiscale.

 

Bassorilievo

I tracciati dei tratturi sono variati nel tempo, ma alcuni sono rimasti sempre gli stessi, spesso ricalcati prima dalle vie consolari romane e poi dalla viabilità moderna.

 

I tratturi, ai quali ci riferiamo ancora oggi, sono sostanzialmente quelli che riorganizzò nel 1447 il re di Napoli Alfonso I d'Aragona nell'ambito dell'istituzione di uno speciale sistema amministrativo, fiscale, giudiziario e commerciale - la Dogana delle Pecore - che regolava il trasferimento delle greggi, ma anche delle mandrie di bovini e equini, dall’Appennino Centro-Meridionale al Tavoliere di Puglia dove erano assegnati i pascoli invernali, le cosiddette 'locazioni'.

 

Gregge al pascolo a Campo Imperatore

Oltre ai tratturi per i quali fu stabilita la larghezza di 60 passi napoletani (m 111,11), la rete comprendeva 70 tratturelli di larghezza variabile tra i 10 e i 30 passi napoletani, 14 bracci  di collegamento tra tratturi e tratturelli, e i riposi, ampie aeree erbose dotate di fontanili e ricoveri accanto alle quali spesso sorsero delle chiese, in cui le greggi sostavano (era vietato fermarsi sul tratturo) lungo il viaggio.

 

I tratturi principali, i Regi Tratturi, erano 14. Cinque avevano origine in Abruzzo, dove risiedeva circa il 70% dei proprietari delle greggi transumanti. Tre Regi Tratturi nascevano nel territorio aquilano in cui oggi opera il GAL Gran Sasso Velino. A questi, e a tre Cammini storico-religiosi, è dedicato il presente progetto.

 

Ai tratturi, alla transumanza stagionale ed alla pastorizia, finalizzata soprattutto alla produzione della lana, di cui il Regno di Napoli era il maggior produttore d'Europa, è legata una particolarissima cultura che si è evoluta nei secoli e che ha contribuito non poco a forgiare il paesaggio e, non di rado, a determinare la nascita e l’affermarsi degli stessi insediamenti umani.